Australian colours: arte aborigena contemporanea – Sestri Levante, 22 settembre – 20 ottobre 2016

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ARMIDA ALLEVI , collezionista

Nel corso degli ultimi quarant’ anni, l’arte aborigena si è distinta come l’espressione più dinamica e creativa in seno all’arte australiana contemporanea. L’arte aborigena contemporanea ha avuto la sua genesi nel 1971 a Papunya, una piccola e remota comunità nel deserto dell’Australia Centrale.

La politica d’assimilazione perseguita dal governo australiano negli anni sessanta promosse vigorosamente l’esodo in massa delle tribù nomadi dell’Australia Centrale dalle loro terre tradizionali, portandoli a stabilirsi in riserve gestite dalle autorità governative. Le credenze e pratiche mitologiche e l’uso degli idiomi aborigeni furono attivamente scoraggiate, gettando le basi per il degrado culturale, esacerbato dall’incapacità delle popolazioni aborigene a far ritorno alle loro terre tribali e di adempiere regolarmente ai complessi rituali, fonte inesauribile della loro cultura.

Nel 1970, Geoffrey Bardon, un giovane maestro idealista mandato ad insegnare nella piccolissima scuola di Papunya, ideò un modo per ricongiungere le tribù aborigene alla propria cultura. Ispirato dai grandi e complessi disegni eseguiti per terra, parte integrante delle cerimonie tribali aborigene, esortò numerosi allievi a fare un murale ispirato sulla mitologia della Creazione (Dreaming) sulla parete della scuola di Papunya. Questo murale generò un vivo interesse nell’ambito della comunità.

In seguito a questa iniziativa, un gruppo di anziani cominciò a eseguire una pittura murale raffigurante la significativa Tiukurrpa, o Honey Ant – la formica dal sapore di miele – e altri simboli della mitologia della Creazione sulle pareti della scuola. Fu proprio grazie all’atto di dipingere che gli aborigeni riportarono alla memoria le loro terre tribali, riscoprendone i legami e creando così le premesse per il riconoscimento del loro diritto di proprietà ancestrale su di esse. Spronati dal successo di questo murale, passarono a usare anche le pitture acriliche, i piccoli blocchi di masonite e le tavole da disegno sulle quali narrarono i vari eventi mitologici di cui erano i custodi.
Queste prime vibranti opere anticiparono la produzione straordinaria di dipinti di piccole dimensioni nel 1971 e nel 1972, dei quali molti sono ancora considerati dei capolavori storici ed artistici. Essi sono stati infatti i precursori dei dipinti di più grandi dimensioni, eseguiti negli anni 80 e 90, dei quali parecchi sono adesso esibiti nei musei australiani o fanno parte di prestigiose collezioni d’arte internazionali.

Nel 1984, ispirati dal successo raggiunto dagli artisti della comunità di Papunya, gli anziani delle tribù di Balgo Hills, un insediamento nella zona orientale del Western Australia, furono esortati dai Missionari dell’ordine delle Pallotine, che vivevano con loro, a rappresentare le credenze mitologiche non solo attraverso le pratiche rituali e i disegni sul corpo, ma anche utilizzando forme artistiche più permanenti.

A partire da quei primi anni c’è stato un distinto percorso evolutivo di stili tra gli artisti, che via via si sono allontanati dalla classica e facilmente riconoscibile iconografia del deserto aborigeno, orientandosi piuttosto verso stili altamente individuali e unici. Oggi, gli artisti lavorano sempre in una chiave contemporanea, ma ancora entro i parametri della loro cultura tribale. Numerosi altri insediamenti aborigeni seguirono le orme di quelli di Papunya e di Balgo, fra cui Utopia nel 1988.

Il richiamo che attrae i direttori di musei, i sovrintendenti alle gallerie d’arte e i collezionisti privati è quello della potente e sublime estetica, sostenuta ancora oggi dalle credenze e dai riti cerimoniali della più antica cultura vivente al mondo. I pittori aborigeni australiani raffigurano in modo davvero unico, attuale ed innovatore credenze antichissime e resistenti al passaggio del tempo. L’arte aborigena australiana è una corrente d’intensa integrità alimentata dalla sua stessa energia e dal suo stesso ethos. Essa costituisce una fonte ricca d’ispirazione e di conoscenza culturale di valore inestimabile. L’arte aborigena contemporanea è un’espressione di bellezza potente e fortemente persuasiva che, dopo anni di sforzi e di lotte per essere ammessa nell’arena dell’arte contemporanea, si è giustamente conquistata una posizione di tutto rispetto nel mondo di quella internazionale.

I dipinti aborigeni rappresentano immagini delle “memorie” la cui persistenza vuole essere eterna, quanto è eterna l’origine del mondo, del loro mondo che lega passato e presente. Gli artisti aborigeni chiamano “Sogni” i tempi della creazione del mondo, ed è sorprendente scoprire che non sono forse tanto diversi dai nostri e che in fondo ad ogni tradizione e civiltà si possono ritrovare archetipi comuni.

L’arte aborigena contemporanea australiana è un forte movimento artistico che, pur mantenendo saldi legami con la propria radice culturale, in un’epoca di grandi cambiamenti sociali, li sta al contempo rigenerando e consolidando, grazie a forme di arte concettuale e di espressioni artistiche innovative.

Mostra “Australian colours” dal 22 settembre al 20 ottobre presso Leonardvs Bottega d’Arte

Vico Marina di Ponente, 1 – Sestri Levante (GE)

Per info: 0185 177 29 47, info@leonardvs.it