Gianfranco Asveri ospita LEONARDVS

Elena Zani.

“Una storia vera di..”

Elena Zani con Cicon - ore 17 di Gianfranco AsveriAnni 2000, frequento il corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e sfogliando diverse riviste di Arte mi imbatto nella Pittura di Gianfranco Asveri. La sua pittura è un colpo al cuore, è immediata, ti entra dentro e ti resta nell’anima.

Nel frattempo sono cresciuta, ho finito l’Accademia, ho cambiato diversi lavori, trovato l’amore, quello vero, fatto due figli e vissuto molto. Trovo un lavoro che mi sembra cucito addosso, divento assistente di Roberto Fioravante Pacchioni, nella galleria LEONARDVS, nuova realtà che tratta l’arte moderna e contemporanea qui a Sestri Levante. Credo che nella vita ci siano diversi colpi di fulmine. Con il mio datore di lavoro è stato così. Intesa, stima reciproca, voglia di crescere nell’arte, di scoprire artisti, il tutto sorretto da un grande entusiasmo e da grande passione. Qui in galleria mi trovo a mio agio, mi sento di casa.

Pensando a quali nuove mostre organizzare Roberto Pacchioni ed io ci confrontiamo riguardo ai nostri gusti personali e valutiamo le diverse direzioni in cui sta andando l’arte moderna. Poco tempo prima Claudio, il mio compagno, mi dice che vederebbe bene i quadri di Asveri in Galleria. Trovo che abbia ragione, Asveri mi ha colpito da sempre. Così penso, porto uno dei nostri cataloghi di Asveri in Galleria, lo faccio vedere al Sig. Pacchioni per vedere la sua reazione…

Elena nello studio di AsveriDue giorni dopo siamo in quel di Piacenza, a casa del Maestro. Siamo in contemplazione davanti alle sue opere. Scopriamo un grande artista e una grande persona. Ci apre la sua casa, il suo giardino, ci va vedere le cose più intime della sua vita e della sua Famiglia. Siamo nel posto in cui è nato, la casa dei suoi genitori, dalla quale purtroppo è stato strappato troppo presto. E tra i suoi tanti cani quelli che ancora abbaiano e quelli che non abbaiano più.
A quella casa è tornato e ci sta dentro come una lumaca nel suo guscio, si sente che la ama e che non andrebbe via per niente al mondo, ora che l’ha ritrovata. E’ una casa antica, vecchia nel senso buono del termine, assomiglia alla casa di tante nonne. E’ una casa di campagna, con stanze piccole e soffitti bassi.

Ci accoglie nella piccola sala da pranzo, grandi quadri colorati alle pareti di cui ci innamoriamo subito. La visita prosegue su per una scala ripida e stretta al piano superiore, prima nella stanza dove tiene la maggior parte delle tele e poi nel suo studio vero e proprio, una stanzetta in cui disegna e dipinge già da bambino, un guazzabuglio di barattoli colorati, solo il cavalletto, imbrattato all’infinito emerge da tanto colore. Ma niente è a caso.

Ovunque troviamo i segni della sua pittura, le sue opere colorate, vive, spontanee, materiche, forti, sfamano la nostra sete di pittura. Ma la sorpresa più grande è trovare quindici, venti tele nel pollaio sotto comuni coperte. E’ come essere entrati nella tomba di Tutankamon, ci sentiamo tutti Carter.

La giornata con Asveri prosegue davanti a un bel piatto di salumi piacentini e un bicchiere di vino frizzante, poi in una chiesa del 400, rara bellezza, nel silenzio. E’ incredibile come pur conoscendolo da poche ore sembra di conoscerlo da una vita…

Pacchioni e Asveri, riescono a parlare nello stesso dialetto, tante affinità e sensibilità comuni, e una commozione palpabile. Li osservo compiaciuta mentre chiacchierano come due vecchi amici e penso che farli conoscere è stata una grande idea. Da questo incontro nasce ABRACADABRA, la mostra di Asveri qui alla galleria LEONARDVS, la nostra prima personale.

Foto e testo:

Elena Zani